Associazione Conciatori contro il Centro Nuovo Modello di Sviluppo

Pubblichiamo il violento attacco dell’associazione Conciatori contro il Centro Nuovo Modello di Sviluppo a causa del rapporto “Una dura storia di cuoio

Estratto della relazione tenuta da Franco Donati all’assemblea dell’Associazione Conciatori il 24 maggio 2016 

Purtroppo esistono ancora oggi sacche seppur modeste di realtà aziendali che non rispettano i contratti di lavoro, le leggi sul collocamento, le norme sulla sicurezza e quelle sulla tutela dell’ambiente. Sono una vera piaga per il settore e le concerie che si servono di loro devono essere isolate. Fanno concorrenza sleale ed allo stesso tempo danno lo spunto a feroci campagne di diffamazione che demoliscono in un soffio tutto quello che si è riusciti a costruire in anni di lavoro. Qualche mese fa, un fantomatico “Centro nuovo modello di sviluppo” di Vecchiano aveva pubblicato sul suo sito un’indagine sul nostro distretto, fatta con i fondi della Comunità Europea descrivendoci come un ghetto di illegalità. Ci hanno accusati di sfruttare i lavoratori, e in modo particolare gli immigrati, dicendo che li costringiamo a lavorare in ambienti malsani, con gravi carenze per la sicurezza, anche obbligandoli a staccare i dispositivi di cui le macchine sono dotate, per aumentare la produzione, facendoli lavorare al nero e sostenendo che devastiamo l’ambiente buttando nel fiume acqua carica di veleni. Questa pseudo indagine, mette in fila dati completamente sballati e incongruenti perché i numeri che riporta sono completamente inventati, contrastanti tra loro e la loro incongruenza è verificabile anche da una persona incompetente. Orbene, questo lavoro lo ritroviamo all’interno degli allegati che sono alla base della delibera 151 del 1° marzo 2016 della Regione Toscana che approva il “Piano strategico regionale 2016-2020 per la sicurezza del lavoro”. Sull’allegato n° 10, che riguarda il settore conciario, quando si citano i dati occupazionali, si dichiara la fonte ed è scritto espressamente così: Fonte: dati Centro Direzionale per l’impiego di Pisa – “Elaborazione a cura di Centro nuovo modello di sviluppo di Vecchiano”. Quindi il Centro Direzionale per l’Impiego di Pisa fa elaborare i suoi dati a questo “Centro nuovo modello di sviluppo di Vecchiano” e la Regione usa questi dati per deliberare il “piano strategico per la sicurezza” che riguarda i prossimi tre anni del nostro settore. Poche settimane fa una televisione tedesca ha mandato in onda un servizio di due minuti e mezzo sul Distretto della Concia di Santa Croce con immagini all’interno di una scarnatrice, dicendo che c’era cattivo odore. C’è l’intervista ad un extracomunitario che dice di aver perso tre dita in un macchinario dove gli avevano tolto l’impianto di sicurezza per fargli aumentare la produzione. C’è l’intervista ad un sedicente sindacalista (Papa Demba) che dice di occuparsi di infortunati perché gli infortuni ci sono in continuazione e “abbiamo avuto dei morti che, nella maggior parte erano immigrati”. Dice anche “questa è la nuova forma di lavoro degli schiavi e si lavora in queste cose perché si ha una famiglia; non posso mica rubare o vendere droga!”. Il commento della presentatrice nel video dice: “Pessime condizioni di lavoro, in più incidenti e casi di morti e ciò in pieno centro Europa”.

Per sostenere il tutto c’è un’intervista a chi è preposto al controllo della sicurezza nei luoghi di lavoro, dipendente della AUSL 11 e quindi della Regione Toscana che si permette di dire “i numeri degli incidenti sono scesi rispetto al passato ma devo ammettere che, nella mia esperienza, al massimo 2 o 3 controlli su 10, non facciamo ammende; è difficile che usciamo da una azienda senza fare delle ammende o dei verbali di prescrizione”. La trasmissione prosegue con un’intervista a Francesco Gesualdi, della famosa comunità “nuovo Centro di sviluppo di Vecchiano”, dotto autore dell’inchiesta “Una dura storia di cuoio” i cui contenuti, considerati scientifica elaborazione di dati, vengono utilizzati dalla Regione Toscana per deliberare il Piano regionale per la sicurezza del lavoro. Forte dei tanti mesi di ricerca fatti nell’ambito delle pelli Gesualdi ha sentenziato che “qui regna un clima di grande omertà, del silenzio, come nella mafia. Qui la conceria ha grande forza. Santa Croce è un distretto di concerie. Le concerie possono sempre fare pressione con la tematica dei posti di lavoro “. Sappiamo tutti che quello descritto non è il nostro distretto; sappiamo quanto siano stati e come continuino ad essere grandi gli sforzi delle aziende per rispettare l’ambiente e garantire salubrità e sicurezza nei nostri luoghi di lavoro. Operiamo virtuosamente da decenni su queste cose e vengono governanti da tutto il mondo ad ammirare quello che abbiamo fatto, a capire come abbiamo potuto farlo ed a chiederci supporto per poterlo realizzare anche nei loro paesi. Restiamo scioccati quando scopriamo che obbrobri come questi sono finanziati dalla Comunità Europea (si parla di milioni di €uro per il progetto complessivo di Abiti Puliti). La relazione integrale è pubblicata su: http://www.assoconciatori.com/images/RELAZIONE_2016.pdf

approffondisci:

Il rapporto “Una dura storia di cuoio
il servizio andato in onda mediathek “Made in Italy
Estratto dell’intervento di Franco Donati nell’assemblea del’Associazione Conciatori
Lettera aperta di risposta di Francuccio Gesualdi a Franco Donati

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