LETTERA APERTA AL SINDACO DEL COMUNE DI PISA MARCO FILIPPESCHI

Siamo alcune persone dell’Associazione Raphael (Centro Studi e Ricerche Medicine Naturali) di San Giuliano T. che fa parte, del Distretto di Economia Solidale Alt(r)o Tirreno aderente al Municipio dei Beni Comuni.

Nel nostro statuto ci impegniamo ad affrontare i problemi di salute e non solo con metodi nonviolenti e non soppressivi. E’ anche per questo che ci sentiamo impegnati ad applicare i nostri principi nella vertenza che si è aperta tra il Comune e il Municipio dei Beni Comuni, a seguito dell’occupazione dell’ex Distretto Militare di Via G. Bruno.

Aderiamo per questo alla staffetta del digiuno iniziata il 5 marzo da Roberto Lepera praticandolo collettivamente dal 17 al 19 marzo.

Il nostro non è un atto di sfida ma l’inizio di un percorso interiore, dove ci si veda affiancati reciprocamente, che ci conduca ad una modalità di comunicazione che preveda il superamento della situazione di stallo che si è venuta a creare.

Il nostro intento è la pratica della soluzione non violenta del conflitto. La pratica del digiuno può essere uno strumento che serve a bonificare i sentimenti di rivalità e antagonismo che ci coinvolgono istintivamente.

Anche se per questo è necessario il nostro corpo vorremmo evitare di mettere in evidenza il nostro ego individuale cercando di non cadere in forme di protagonismo.

L’esercizio delle pratiche di meditazione e di yoga illuminano “Le sette regole dell’arte di ascoltare” (*) che sono per noi la bussola a cui facciamo continuo riferimento.

Invitiamo anche lei e la sua amministrazione a provare a mettersi in sintonia con questo nuovo modo di gestire le relazioni individuali, collettive ed anche istituzionali.

Noi siamo certi che anche lei sogna un mondo migliore ed è per questo che chiediamo di confrontare i nostri sogni e i modi per realizzarli.

Pisa, 15 marzo 2013
Associazione Raphael
raphael.associazione@gmail.com

(*) da “Arte di ascoltare e mondi possibili di Marianella Sclavi ed. Mondadori”.

1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.

2. Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista. Per riuscire a vedere dal tuo punto di vista devi cambiare punto di vista.

3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva.

4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.

5. Un buon ascoltare è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti perché incongruenti con le proprie certezze.

6. Un buon ascoltare accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasione per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.

7. Per divenire esperto nell’arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l’umorismo vien da sé.

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