Incontro del 23 maggio 2012

Angelica (Gas Calci, ma non in sua rappresentanza); Daniela (gruppo GAS Nevroz che segue la filiera); Marco Villani (GASP); Paolo del Vecchio; Reanto e Gabriele (GAS Lucca); Giorgio, Alba, Giulia, Sonia T., Federica, Giuliana, Antonio, Vincenzo (GAS Vecchiano).

Alba e Giorgio ha fatto una presentazione sintetica del progetto e del suo sviluppo negli anni per informare i presenti che non ne conoscevano la storia.

E’ stata poi discussa la proposta di proseguimento dell’attività in pieno campo sui terreni ASBUC Migliarino che era stata prospettata alla fine della scorsa campagna di raccolta.

Nella riunione di ottobre 2011 era stato deciso che per continuare la semina nei campi ASBUC avremmo dovuto cercare la collaborazione di agricoltori in grado di fare le lavorazioni impegnandosi in prima persona e non come contoterzisti.

Alba ha presentato la proposta di prevedere per il prossimo triennio di affitto di 3 dei terreni ASBUC la rotazione triennale della coltivazione, grano, riposo, favino da sovescio.

Di chiedere a uno o più agricoltori di utilizzare i semi delle varietà che decideremo di acquistare (fino ad ora sempre il verna di Rosario Floriddia), di seminarli nel terreno che indicheremo per il grano, di seminare il favino nel terreno che indicheremo per il sovescio primaverile, di fare degli sfalci di erba nel terreno che indicheremo per il riposo per evitare la proliferazione di infestanti. Di chiedergli infine di raccogliere il grano che il progetto acquisterà ad un prezzo più alto di quello previsto dalle borse nazionali (mediamente di 10 euro al quintale).

Il grano raccolto, al momento sarà consegnato a Floriddia, con il quale abbiamo concordato di continuare a fare la stessa operazione di scambio grano – prodotti della sua azienda come abbiamo fatto lo scorso anno.

I costi sono il prezzo dell’affitto dei 3 campi ASBUC (uno in meno della fase iniziale), circa 750 euro l’anno. Si è deciso di chiedere all’ASBUC di tenere in considerazione il valore ambientale del progetto, cioè la coltivazione naturale senza uso di agenti chimici, e di prevedere nel loro regolamento un contenimento dell’affitto nel caso di coltivazioni biologiche. Altro costo a carico del progetto è l’acquisto dei semi di grano e del favino, circa 250 euro l’anno.

Il grano raccolto è pagato all’agricoltore che lo ha seminato, ma è poi consegnato a Floriddia che ce lo rimborsa con lo scambio dei prodotti della sua azienda.

L’agricoltore si assume solo il rischio della coltivazione, che deriva soprattutto dalle condizioni atmosferiche della stagione di semina e raccolta e dalla bontà delle sue stesse lavorazioni.

Il progetto invece ha una perdita secca di 1000 euro, l’affitto e i semi di grano e di favino, ma è una quota ben definita, non variabile, abbordabile nelle sue dimensioni dai contributi che possono dare i promotori, GAS e DES. Una possibile riduzione del deficit economico potrebbe venire dall’utilizzo del progetto dei campi in riposo prevedendoci delle coltivazioni primaverili come ceci, patate. Un esempio di questo tipo è stato fatto in uno dei campi a riposo dal GAS Vecchiano proprio seminando ceci.

Il progetto filiera del pane è un progetto nato all’interno del DES Altro Tirreno che sta portando a termine un processo di costituzione più concreta assumendo una forma giuridica e prevedendo una propria autonomia finanziaria. In questi nuovi termini, quindi, il DES potrebbe dare il suo contributo per ridurre il carico di deficit economico dei GAS.

Nell’incontro è stato ribadita la volontà di proseguire il progetto facendogli fare questo ulteriore “piccolo passo”, quello di coinvolgere degli operatori professionali del settore agricolo locale, per arrivare ad una filiera vera e propria locale, cioè di produrre grano di varietà toscane antiche e di chiudere con le operazioni di pulizia, di conservazione, di macinatura per la produzione di una farina integrale e per la produzione di pane a lievitazione naturale a pasta acida. Si tratta di continuare a sensibilizzare le realtà produttive locali circa la scelta di arrivare a proporre un prodotto a più alto valore aggiunto, la farina, non solo economico, ma anche di qualità decisamente alta, salutare per le persone e per l’ambiente.

L’esperienza di autoproduzione di pane da parte del GAS di Vecchiano che con la cassa dei rimborsi finanzia il progetto della filiera, la produzione di pane per il GAS di Calci, la presenza di Marco che ha informato di avere a disposizione un forno a legna spazioso nelle vicinanze di Pisa e nel quale si potrebbe organizzare una panificazione collettiva, l’esperienza del GAS di Lucca che ha formato un gruppo che al momento si autoproduce pane settimanalmente con la farina di Floriddia e che da quel giro economico trae delle somme per il finaziamento del progetto della filiera, l’autoproduzione di pane all’interno dei GAS pisani, danno un contributo concreto, sia economico, sia di appoggio morale, sia di credibilità al progetto stesso.

All’inizio dell’incontro è stato presente l’assessore alle attività produttive del comune di Vecchiano che ha concordato con Alba e Giorgio di convocare per mercoledì 6 giugno presso il comune gli agricoltori cerealicoli vecchianesi per permettere di presentare loro la proposta discussa nell’incontro. All’incontro è stata richiesta la presenza di Floriddia.

Per la presentazione del progetto agli agricoltori è stato redatto un documento ad hoc che è stato spedito in lista giorni fa e che è stato emendato e arricchito dai contributi arrivati per email e nell’incontro.

Giorgio ha informato che venerdì 8 giugno, all’interno delle manifestazioni per il maggio migliarinese, ci sarà un incontro pubblico presso il circolo ARCI di Migliarino sulla panificazione e sul progetto filiera del pane. All’incontro è stata richiesta la presenza di Claudio Pozzi. All’incontro saranno invitati in particolare anche i produttori cerealicoli vecchianesi.

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